Sabato 12 settembre 2026, la nostra collega del Comitato direttivo Rady Cola è stata ospite di RSI Rete Uno per una trasmissione di più lunga durata, dedicata tra l’altro anche a Omeopatia Svizzera.
Link alla registrazione originale di RSI in lingua italiana: https://www.rsi.ch/play/radio/redirect/detail/4080002
Di seguito riportiamo una breve sintesi scritta della trasmissione «Omeopatia», andata in onda nell’ambito della trasmissione «Diamoci una mano» di RSI Rete Uno il 12 settembre 2026.
Nella trasmissione «Diamoci una mano» di RSI Rete Uno si è parlato per circa un’ora e mezza di omeopatia, della sua storia, del suo ruolo in Svizzera e, in particolare, del suo sviluppo in Ticino. Al centro della trasmissione vi erano la prospettiva dei pazienti, l’attività di Omeopatia Svizzera e il dialogo tra approcci complementari e medicina convenzionale.
All’inizio della trasmissione è stata illustrata la storia dell’omeopatia. Sono stati affrontati temi quali Samuel Hahnemann, il principio di similitudine («Similia similibus curentur»), le prove dei medicinali, nonché la potenziazione e la succussione. È stato sottolineato come l’omeopatia si sia diffusa a livello internazionale a partire dal XIX secolo.
Si è poi parlato dello sviluppo dell’omeopatia in Ticino. Natasha Besomi Scaramella ha raccontato gli inizi negli anni Settanta e la crescente professionalizzazione della disciplina. Oggi in Svizzera esiste, tra l’altro, la formazione di naturopata con diploma federale, indirizzo omeopatia. È stato sottolineato che i professionisti che praticano l’omeopatia dispongono di conoscenze mediche e dovrebbero riconoscere quando è necessario ricorrere ad altri trattamenti medici.
Diversi partecipanti hanno raccontato come si sono avvicinati personalmente all’omeopatia. Una madre ha parlato del suo interesse per il suo utilizzo con la figlia ancora piccola. Altri ospiti hanno descritto la loro crescente apertura verso gli approcci naturali e complementari e il desiderio di una maggiore collaborazione tra le diverse professioni sanitarie.
Sono state affrontate anche alcune reazioni critiche degli ascoltatori. Un ascoltatore ha definito l’omeopatia una «ciarlataneria» e ha chiesto che fosse presentata anche una posizione contraria. La moderazione e gli ospiti hanno spiegato che la trasmissione non era concepita come un dibattito scientifico né come un giudizio sull’efficacia dell’omeopatia, bensì come uno spazio per presentare un’associazione attiva sul territorio ticinese e il suo impegno sociale.
Un altro tema centrale è stata la prospettiva dei pazienti. Omeopatia Svizzera è stata presentata come punto di riferimento per informazioni, ricerca di professionisti ed eventi. Sono stati inoltre menzionati la rivista per i membri, la newsletter, i webinar e i corsi dedicati alla farmacia domestica. Allo stesso tempo, è stato sottolineato che, in presenza di malattie gravi o di situazioni quali tumori o fratture, i pazienti devono ricevere le cure mediche appropriate o essere indirizzati ai servizi competenti. L’obiettivo indicato è una collaborazione tra le diverse discipline mediche e complementari nell’interesse dei pazienti.
Nel corso della trasmissione sono stati citati anche diversi dati relativi alla diffusione e all’utilizzo dell’omeopatia, tra cui informazioni sulla votazione svizzera del 2009 sulla medicina complementare, nonché dati internazionali relativi agli utilizzatori e agli studi. Questi dati sono stati menzionati durante la trasmissione, ma non sono stati ulteriormente documentati o contestualizzati nel corso della trasmissione stessa.
In conclusione si è parlato del futuro di Omeopatia Svizzera in Ticino. Sono previste o in fase di sviluppo ulteriori collaborazioni e una maggiore interconnessione con le organizzazioni della Svizzera tedesca. Il messaggio conclusivo è stato che i pazienti devono essere al centro dell’attenzione, essere informati e partecipare attivamente alle proprie decisioni di salute e che la collaborazione e la rete tra le diverse realtà possono dare un contributo importante.
